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In questa sezione ripercorriamo la storia calcistica di Aprigliano mentre nella sezione "Galleria Fotografica" è visionabile un album interamente dedicato alla squadra locale.

Gli anni '60

Sono gli anni ‘60 e ’70 quelli “magici” del calcio paesano e del circondario. Sorge il primo vero campo di calcio in località San Rocco. Si creano le condizioni per rendere questo sport un pezzo importante, indispensabile, specie d’estate, del folclore nostrano. I paesi della zona diventano teatro di incontri di calcio con arbitri federali e formazioni (di 8, 9 elementi) potenziate da alcuni “stranieri” a cui tocca l’arduo compito di contribuire ad alzare il tasso tecnico delle gare, far crescere le giovani leve locali e, per ultimo, ma non certo per importanza, assicurare la vittoria alla propria squadra. Alcuni nomi: i portieri Enzo Caligiuri, Marcelletti, Ciccio Marziano, Dino Sena e Crispino, i difensori Teobaldo Aloe, Cimino, Cristo e Miceli, il centrocampista Stefano Provenzano, gli attaccanti Calvosa, De Luca e Carletto Aloe.

La storia del calcio locale consegna a questo periodo l’organizzazione di numerosi e riusciti tornei “consumati” in tutto il territorio circostante, seguiti da tantissima gente di ogni età e sesso che accorre all’appuntamento domenicale con qualsiasi mezzo di fortuna, anche a piedi, con commovente entusiasmo e trasporto.

Nasce l'Associazione Sportiva Aprigliano

Il 13 Settembre 1980, un gruppo di sportivi locali fonda l'Associazione Sportiva Aprigliano che aderisce alla Federazione Italiana Gioco Calcio.

Il primo consiglio direttivo è eletto il 13 Ottobre 1980 e la carica di presidente viene affidata a Giulio Le Pera.

Iscritta al campionato di 3^ categoria, la squadra, composta quasi interamente da giocatori locali guidati da Giuseppe Ambrogio, centra al primo colpo la promozione nella serie superiore. Questi i giovani campioni, trascinati dagli esperti Luigi Femia e Tonino Foggia e dal compianto Massimo Scornaienchi: Antonio De Vuono, Massimo Greco, Antonio Curcio, Rocco Rizzuto, Francesco Barberio, Gaetano De Vuono, Rocco Aramini, Maurizio De Vuono, Giulio Sicilia.

La squadra resta tre stagioni in 2^ categoria; nel frattempo vi è il cambio della presidenza che passa a Francesco Caprino. Si susseguono alla guida tecnica il compianto Pietro Malvasi e Mario Gaudio, con il quale il sodalizio raggiunge la sospirata promozione in 1^ categoria con lo stesso gruppo di giovani locali, integrato da Rocco Spina e dagli apriglianesi di adozione Roberto Colucci e Franco Vigna.

L'anno successivo, campionato 1984/85, la guida tecnica viene affidata a Francesco Millea, che vi resterà anche l'anno successivo.

Nella stagione 1986/87 e per un triennio la presidenza viene ricoperta da Rinuccio Mele. È nell’anno calcistico 1987/88 che l’Aprigliano, con alla guida tecnica Teobaldo Aloe, sfiora una storica promozione, disputando un campionato ad altissimi livelli, arrivando 3° nella classifica finale, a soli tre punti dal Cetraro vincitore del torneo.

Nella stagione successiva viene eletto presidente Natale Segreto. La presidenza Segreto coincide, purtroppo, con l’inizio di un periodo di appannamento per i colori bianco-azzurri che sfocia, dopo un sofferto e sfortunato campionato, nella prima retrocessione in 2^ categoria, con mister Paolo Bacillieri.

Anni '90

Nel campionato 1991/92 vengono rinnovate totalmente le cariche societarie ed alla presidenza viene chiamato Ciccio Femia, che vi rimane ininterrottamente per cinque stagioni. In questa fase si alternano vari tecnici tra cui Raffaele Tarantino (2 volte), Antonio Sconosciuto, Mario Gaudio (un ritorno) ed il mitico Antonio Arena. Sono questi gli anni che coincidono con il ritorno della squadra in 1^ categoria (anno 1992/93). 

Dalla stagione 1996/97 e fino al campionato 2001/2002 la carica di presidente viene ricoperta da Damiano Petrone. In questi sei anni alla guida tecnica si sono succeduti ben quattro allenatori, tra cui Sergio Felicioli, Antonio Arena e ancora Raffaele Tarantino per tre campionati.

Nell'anno 1999/2000, dopo circa 20 anni di attività, l’A. S. Aprigliano si trasforma in Aprigliano Calcio, che meglio identifica l'attività specifica praticata.

Dal 2000 a oggi

Nella stagione 2000/2001, la guida tecnica viene affidata ad un’altra “bandiera locale”, Roberto Barberio, alla sua prima esperienza nella categoria. Ed è proprio in questa stagione agonistica che viene scritta la pagina più bella della storia sportiva locale con la vittoria del campionato e della coppa disciplina. Stagione indimenticabile con 66 punti realizzati, 20 partite vinte, 6 pareggiate e 4 perse, migliore attacco con 76 reti realizzate e migliore difesa con 24 reti subite, il diciassettenne Francesco Domanico, capocannoniere del torneo con 22 reti, acquistato dalla Vigor Lamezia (Serie D).

Nella stagione 2002/2003 vengono rinnovati gli organismi societari e alla carica di presidente viene eletto Francesco Barberio, giovane imprenditore ed ex calciatore locale. Da quel campionato ad oggi diversi i tecnici che si sono seduti sulla panchina bianco-celeste: Roberto Barberio e Teobaldo Del Morgine nell’anno 2002/2003, ancora Roberto Barberio, Antonio Germano e Rolando Megna, il “Mago di Rosarno“ nel 2003/2004, Pietro Alberti e Giancarlo Libero nel campionato 2004/2005 ed altri.

Nell’estate 2004, mentre nelle altre realtà sportive si tende a costruire sinergie e fusioni per fare fronte alle sempre più onerose esigenze gestionali e finanziarie che i vari tornei impongono, ad Aprigliano un gruppo di giovani  decide di mettersi insieme,  e formare una società sportiva, l’U.S. Apriglianese, iscrivendosi al campionato di 3^ categoria, sotto la guida di Franco Piro, per tutti Prynz.

E così, con la consapevolezza di essere diversi, sui generis, alternativi, la nuova società, punta sul calcio come mezzo per favorire l’aggregazione sociale.

Il risultato è un gruppo di giovani amici (tutti rigorosamente apriglianesi) che, accollandosi spese e sacrifici, alternandosi spesso nei ruoli di calciatori e dirigenti, portano a termine il primo campionato di 3^ categoria. 

Un percorso faticoso, reso ancora più difficile dal fatto di dover giocare le partite casalinghe in campo neutro, iniziato con alcuni prevedibili problemi legati soprattutto all’inesperienza e alla gioventù, chiuso dignitosamente, forse con pochi buoni risultati agonistici ma con una gran voglia di ripetersi e di stare ancora insieme.

L’esperienza dell’ U.S. Apriglianese va ad esaurirsi nel giro di qualche anno.

Nel frattempo l’Aprigliano Calcio ha continuato la sua missione sportiva arrivando fino ai giorni nostri e riuscendo, tra le altre cose, a raccogliere dei risultati molto gratificanti a livello calcistico.