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Le origini di Aprigliano

Risalgono all’epoca bruzia, quando per la sua posizione ebbe nome Arponio, cioè falcato dal Crati; nome che mantenne fino al dodicesimo secolo. Alcuni studiosi ne legano il nome all’antico Absistro o Arponium, ma anche Apricus che significa salubre per la sua posizione; per alcuni il nome odierno significa terra ricca di cinghiali dal latino aper-apri. Anche Plinio ne parla citandolo però col nome di Aprustum. Al tempo dell’abate Gioacchino (intorno al 1180) appare per la prima volta scritto Arpiliano, e soltanto nel quattordicesimo secolo, con la metatesi della r, Apriliano e poi Aprigliano. Gabriele Barrio (Antichità e luoghi della Calabria, traduzione italiana di Erasmo A. Mancuso – Cosenza: Brenner, 1985, p.214), ritiene che il nome derivi dal mese di aprile, per la felice temperatura e l’amenità della terra sita a mezzogiorno. Barillaro invece lo fa derivare da Abystron. Ad ogni modo, la storia di Aprigliano è legata alla nascita dei casali di Cosenza e alla fuga dalla città degli abitanti durante le invasioni saracene nel corso del decimo secolo. Lupo Protospatario, infatti, ne assegna l’origine alla invasione del 975.

Decisamente diverse le conclusioni della critica più recente che, utilizzando nuove fonti, fa risalire l’origine dei casali al periodo romano. D’altra parte, già nelle note – datate tra il 1714 e il 1726 – apposte alla citata opera del Barrio da Tommaso Aceti, accademico cosentino di Figline, è ricordata l’opinione delle origini saracene dei casali, ma l’attento chiosatore tiene a precisare che si tratta di una credenza diffusa ma non generale, scrive infatti “come alcuni ritengono” e poi aggiunge “non osiamo affermare ciò con sicurezza, dal momento che molti di essi rivendicano a sé o una sede pari a Cosenza o anche più antica”.